INFORMAZIONI UTILI
 
LA PATENTE NAUTICA

Il nuovo regolamento sulle patenti nautiche e` entrato in vigore dal 16 gennaio '98 ed e` stato pubblicato integralmente sulla rivista "Nautica" n. 430, febbraio '98.

Rivediamo sinteticamente la disciplina sulle abilitazioni per il comando e la condotta delle unita` da diporto, navi comprese (quelle che superano i 24 metri fuori tutto), che finalmente sono denominate patenti nautiche, con termine piu` comprensibile da tutti. Le nuove norme hanno anche confermato il limite di potenza massima dei motori conducibili senza patente.

La patente nautica e` obbligatoria nei seguenti casi:

1) Per la navigazione con natante e imbarcazioni nelle acque interne e nelle acque marittime entro sei miglia dalla costa , quando a bordo sia installato un motore con potenza superiore a 30 kW o a 40.8 Cv e, comunque, con cilindrata superiore a 750 cc, se a carburazione a due tempi o a 1000 cc, se a carburazione a 4 tempi fuoribordo o a 1300 cc, se a carburazione a 4 tempi entrobordo o a 2000 cc, se a motore diesel; ciò vuol dire che se la potenza massima rientra nella norma, cioè e` uguale o inferiore a 40.8 Cv, ma la cilindrata supera quelle indicate sopra scatta l'obbligo della patente, e viceversa.
2) Per tutte le unita` in navigazione oltre le sei miglia dalla costa , indipendentemente dalla motorizzazione.

Ricordiamo che quando il limite della potenza massima senza patente fu portato da 25 a 75 HP, con un decreto legge in iter modificato all'uopo dal ministro Caravale - provvedimento che fu reiterato molte volte, fino a prendere iln. 535, del 21.10.96 (G.U. n 248 del 22.10.96) e poi approvato con la legge di conversione n. 647 del 23.12.96 (G.U. n. 300 del 23.12.96), però col limite ridotto a 40.8 HP - si levò un coro di proteste talmente alto da costringere il Ministro a fare marcia indietro. Il provvedimento si e` dimostrato invece efficace, elevando le dimensioni e quindi la sicurezza dei natanti (e di quelle imbarcazioni che venivano utilizzate come natanti proprio per non dover prendere la patente nautica) senza che si siano minimamente verificati quegli incidenti e quegli inconvenienti evocati da tante cassandre, abilmente sollecitate da chi invece aveva interessi corporativi, siamo convinti che nessun inconveniente si sarebbe manifestato se il limite fosse restato a 75 HP, perche`, ai fini della vera sicurezza, legando la potenza minima e massima al peso dell'unita` e all'eta` maggiorenne del conduttore, come da noi proposto, la pericolosita` non sarebbe cresciuta, mentre si sarebbe ulteriormente incrementata la sicurezza della navigazione su mezzi che devono fuggire il maltempo e non affrontarlo - Purtroppo c'e` troppa gente che pontifica per politica dietro a un tavolino cercando di crearsi centri di potere e... di guadagno e che spesso non ha mai messo piede su una barca e nulla comprende delle esigenze di chi va in barca. Ma ormai il limite dei 40.8 accettato da tutti non ha dato luogo a inconvenienti e non se ne prevede per ora la modifica, in attesa di una direttiva comunitaria per il riavvicinamento delle norme in materia di abilitazione.

Perciò, al momento di un eventuale controllo, si deve soltanto dimostrare di essere in possesso della patente necessaria per la navigazione effettivamente svolta.

Patenti e distanze di navigazione

Ancora una volta richiamiamo l'attenzione del lettore sul fatto che, grazie alle nuove normative, per la patente, come per le dotazioni di sicurezza, vige il principio della distanza di navigazione dalla costa, cioè il tipo di patente da possedere non e` riferito all'abilitazione dell'unita` sulla quale ci si trova, ma alla effettiva distanza dalla costa ove la navigazione e` effettivamente svolta, fermo restando che nessun mezzo a motore può essere condotto senza patente quando la potenza massima supera i 40.8 HP ecc., anche a meno di 300 metri da terra.

Perciò, al momento di un eventuale controllo, si deve soltanto dimostrare di essere in possesso della patente necessaria per la navigazione effettivamente svolta.

La normativa ha anche recepito alcuni principi stabiliti da sentenze della magistratura: e` possibile condurre un'unita` con licenza di navigazione senza limiti anche con la patente inferiore, cioè entro 12 miglia, se la navigazione non supera tale limite; al timone può esservi anche una persona non in possesso di abilitazione o di abilitazione inadeguata, se a bordo c'e` un patentato abilitato per la navigazione in corso, che rimane responsabile della conduzione.

Ci sembra giusto, a questo punto, dare atto all'estensore del Regolamento di aver pienamente recepito lo spirito di semplificazione desiderato dal Ministro Burlando e anche la necessita` di trasparenza amministrativa, introducendo inoltre ampiamente l'autocertificazione prevista dalla legge Bassanini (n. 127 del 15.5.97).

Infine, altra innovazione molto importante, con il nuovo Regolamento e` stato stabilito l'immediato rilascio della patente una volta superate le prove d'esame.

Domanda d'ammissione all'esame

Il modello di domanda allegato al regolamento e` multiuso, cioè può essere utilizzato per l'autocertificazione dei dati personali, per la richiesta di ammissione agli esami, per la convalida delle abilitazioni, per la richiesta di rilascio della patente a coloro che sono in possesso di titoli professionali marittimi, per il rilascio del duplicato delle patenti nonche` per le comunicazioni relative al cambio di residenza.

Va presentata agli uffici provinciali della MCTC o alla competete autorita` marittima in duplice copia, di cui una in bollo, corredata dal certificato medico di idoneita`, rilasciato da un medico pubblico con funzioni in materia medico-legale, da due foto formato tessera e infine dalle ricevute dell'avvenuto pagamento della tassa d'esame.

Tipi di patente, insieme vela e motore, limitazione al solo motore

Le patenti ora sono tre:

  • entro 12 miglia dalla costa;
  • senza alcun limite dalla costa;
  • per navi da diporto.

Infatti, adesso la patente nautica e` unica e comprende le abilitazioni alla navigazione entro 12 miglia dalla costa e senza alcun limite; entrambe comprendono sia l'abilitazione per la vela che per il motore. Visto che il programma teorico d'esame e` comune, il velista col solo esame pratico per la vela acquisisce tutte e due le abilitazioni, mentre l'utente del motore può invece richiedere di sostenere solo la prova pratica per la conduzione di unita` a motore e allora la sua patente e` limitata alla sola abilitazione per il motore. La legge di riforma della nautica ha soppresso la distinzione delle unita` da diporto in relazione al mezzo di propulsione. Le unita` a motore, quelle a vela con m.a. e i motovelieri, hanno perduto il regime giuridico che le caratterizzava. È da ritenere che nel futuro anche le abilitazioni (a vela e a motore) verranno unificate.

Se poi, successivamente, la stessa persona vorra` estendere la sua abilitazione anche alla navigazione a vela, sara` tenuta soltanto a sostenere la relativa prova pratica d'esame. Ciò vale sia per le patenti entro 12 miglia che senza limiti.

Se, invece, vorra` passare alla patente superiore, cioè da entro 12 miglia a senza limiti, dovra` sostenere un esame integrativo teorico sulle materie non comprese nel programma di esame della patente gia` conseguita.

Chi ha gia` conseguito sia la patente vela sia quella a motore, con documenti separati in occasione della prima convalida, dovra` chiedere di riunire le due abilitazioni in un unico documento.

Tali innovazioni sono state introdotte per semplificare, ma anche per adeguare la normativa alle esigenze di un uso professionale della patente, come accade per l'attivita` di skipper nel settore del noleggio, dove appunto e` richiesto sia il possesso della patente vela che della patente motore.

Chi ha conseguito la patente per navi da diporto, che abilita a condurre unita` superiori a 24 metri di lunghezza, può condurre anche tutte le unita` da diporto di lunghezza inferiore a 24 metri a vela e a motore, comprese quelle a vela con motori ausiliari e i motovelieri.

Per conseguire la patente per navi da diporto, si deve essere in possesso, da almeno tre anni, dell'abilitazione alla navigazione senza alcun limite dalla costa.

Vecchie patenti da 6 a 12 mg

La nuova normativa ha favorito anche i possessori della patente entro 6 miglia, che hanno vista raddoppiata la distanza di navigazione della loro abilitazione. Infatti, le patenti sia a motore che vela entro sei miglia, rilasciate fino all'entrata in vigore delle nuove norme, sono state automaticamente estese a dodici miglia senza necessita` di alcuna procedura o formalita` amministrativa. Il che significa che l'estensione li abilita a raggiungere quasi tutte le isole italiane, naturalmente con unita` che abbiano le caratteristiche necessarie a navigare fino a 12 miglia (o, come detto sopra, abilitate senza limiti, se si rimane nell'ambito delle 12 miglia, perche` vale la navigazione effettivamente svolta).

Vecchie patenti senza limiti

Rimangono anche valide le patenti senza limiti sia per la vela sia per il motore, rilasciate prima dell'entrata in vigore (16 gennaio 1998) del Regolamento.

È previsto che tali patenti siano sostituite nel tempo, al momento della prima convalida, con nuovi modelli.

Eta` richiesta

Per conseguire la patente nautica e` necessario aver compiuto i 18 anni, mentre per le unita` conducibili senza patente le eta` minime sono le seguenti:

  • 14 anni per natanti senza motore, a vela con superficie velica superiore a 4 mq nonche` unita` a remi, che navigano entro un miglio dalla costa;

  • 16 anni per i natanti a motore, per i natanti a vela con motore ausiliario e i motovelieri con motori di potenza inferiore ai 40.8 HP ecc.;

  • 18 anni per le imbarcazioni a vela con motore ausiliario, motovelieri e per quelle a motore di potenza inferiore ai 40.8 HP e relative cilindrate e nonche` gli acquascooter o moto d’acqua”.

    Nota: La nuova legge sulla nautica ha innalzato il limite di eta` per la condotta degli acquascooter, ma non e` ancora chiaro se per condurre il mezzo e` necessaria – o meno - la patente nautica. Secondo fonti ministeriali la patente non e` obbligatoria ma la questione resta,tuttavia, sub-judice.

È stato confermato che si prescinde dall'eta` per coloro che partecipano ai corsi delle scuole delle federazioni sportive e della Lega Navale Italiana, o ad allenamenti e attivita` agonistica, a condizione che dette attivita` si svolgano sotto la responsabilita` delle scuole e i partecipanti siano coperti dall'assicurazione per la responsabilita` civile per i danni causati alle persone imbarcate e a terzi.

Requisiti fisici

Non possono ottenere le patenti nautiche coloro che sono affetti da malattie fisiche o psichiche, deficienze organiche o minorazioni psichiche, anatomiche o funzionali che impediscono di svolgere con sicurezza le operazioni inerenti la patente da conseguire o da convalidare. Il giudizio in proposito e` demandato a un medico pubblico, con funzioni in materia medico-legale, che può rilasciare certificazioni di idoneita` solo quando accerti e dichiari che le stesse non pregiudicano la sicurezza della navigazione alla quale la patente abilita. In caso di dubbi oppure quando siano da giudicare minorazioni fisiche o eventuali protesi correttive, il giudizio di idoneita` può essere demandato alla commissione medica locale, che giudica anche nei riguardi dei mutilati e minorati fisici e di coloro per i quali sia fatta richiesta dall'autorita` marittima o dal prefetto. Tutte le spese dei vari iter sono a carico degli interessati e per essere ammessi all'esame la certificazione non può risultare di data anteriore a 6 mesi dalla data di presentazione della domanda d'esame.

Si può ricorrere contro il giudizio delle commissioni mediche e per la perdita dei requisiti fisici e psichici entro 30 giorni, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che si avvale degli organi sanitari periferici delle Ferrovie dello Stato

N.B. Molti fanno confusione tra certificato medico patente auto, che e` stato automatizzato e arriva alla Motorizzazione direttamente, con quello per patente nautica, che invece va ritirato e portato a mano all'ufficio marittimo, alla motorizzazione Civile o alla scuola che fa da agenzia.

Indipendentemente dal periodo di validita` della patente, l'autorita` marittima e la MCTC possono disporre che il titolare sia sottoposto a visita medica o a esame di idoneita` qualora sorgano dubbi sulla persistenza dei requisiti fisici e psichici prescritti.

Il recente regolamento sulla disciplina delle patenti nautiche (DPR 431/97, in vigore dal 17/1/98) costituisce il nuovo testo unico sulla materia, sostituendo il precedente (DM 173/91). Può essere utile sottolineare alcuni aspetti del nuovo regolamento, legati ai requisiti fisici necessari per il conseguimento delle patenti nautiche.

Tra i requisiti visivi previsti dal nuovo regolamento non compare il visus minimo: in attesa di una integrazione del testo di legge sembra ragionevole risalire all'analoga normativa prevista dal Codice della strada, normativa dalla quale discendono, adattati alla navigazione da diporto, i requisiti fisici per le patenti nautiche.Le eventuali correzioni per visus naturale inferiore al minimo prescritto, invece, sono dettagliatamente indicate dal nuovo decreto. Per chi non gode della vista da entrambi gli occhi giunge un incoraggiamento: il visus minimo non corretto richiesto all'occhio residuo e` di 7/10, contro gli 8/10 previsti dalla norma precedente.

Il nuovo regolamento, peraltro, scioglie un nodo interpretativo della norma precedente a proposito della possibilita` di ottenere la patente nautica da parte dei portatori di handicap, in particolare dei minorati degli arti. La Commissione medica locale (lo stesso organismo competente per le patenti auto) può intervenire riducendo i termini di validita` delle patenti, in relazione al tipo di abilitazione richiesta, alla distanza dalla costa oltre la quale non si può navigare, alle ore di navigazione, all'assunzione del comando di sole unita` a motore nonche` le eventuali protesi. Anche con il vecchio regolamento ci si poteva genericamente rivolgere alla Commissione medica ma questo nuovo decreto, giustamente, prevede espressamente una sorta di patente speciale anche per la nautica da diporto, in analogia a quanto gia` avviene per le patenti automobilistiche. Nella sostanza, comunque, viene confermato il principio informatore della sicurezza in mare: gli handicap degli arti non devono essere tali da menomare forza e prontezza dei movimenti necessari per effettuare le manovre per il comando e la condotta delle unita` da diporto.

Requisiti morali

Neanche possono ottenere la patente coloro i quali sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, o che sono stati condannati a una pena superiore a tre anni e ad altre condizioni previste dall'art. 6 del regolamento (leggi n.1423/56, n.327/88, n.575/65, n. 685/75 e successive modificazioni, n. 39/90 e D.P.R. N. 43/73), salvo che, nel frattempo, non siano intervenuti provvedimenti di riabilitazione.

Sospensione della patente

La patente nautica può essere sospesa temporaneamente qualora non sussistano piu` i necessari requisiti fisici e psichici. Il recupero dell'idoneita` va comunque attestato con una nuova certificazione medica.

Sono anche causa di sospensione:

  • la conduzione o il comando dell'unita` da diporto in stato di ubriachezza o sotto l'effetto di altre sostanze inebrianti o stupefacenti (sospensione max 6 mesi);

  • atti di imprudenza o di imperizia tali da compromettere l'incolumita` pubblica e da produrre danni (sospensione max 3 mesi);

  • la richiesta del prefetto, per motivi di pubblica sicurezza (sospensione max 6 mesi).

Infine la patente e` sospesa causa l'inizio di un procedimento penale per i delitti di omicidio colposo, lesioni gravi o gravissime colpose, per i delitti contro l'incolumita` pubblica ecc. di cui all'art. 25 del regolamento.

La sospensione e` annotata sulla patente.

Chi rilascia le patenti

Entro 12 miglia dalla costa: gli Uffici Circondariali Marittimi e le Capitanerie di porto oppure gli uffici provinciale della MCTC.

Senza limiti: le Capitanerie di porto e gli Uffici Circondariali Marittimi.

Navi da diporto: Capitanerie di porto.

La nuova legge sulla nautica prevede una revisione delle competenze degli uffici marittimi e della motorizzazione civile in materia di nautica da diporto

Titoli professionali alternativi alla patente

Possono comandare e condurre unita` da diporto, nei limiti e con le modalita` stabilite dal D.M. 5.7.94, n. 536, coloro in possesso di un titolo professionale marittimo sia per il traffico sia per la pesca o per la navigazione interna e muniti di libretto di navigazione in regolare corso di validita`.

Patenti senza esami

Possono conseguire tutte le patenti nautiche senza esami, compresa la patente per le navi, tutti gli ufficiali del Corpo di Stato Maggiore della Marina Militare e delle Capitanerie di Porto in S.P.E. o del ruolo a esaurimento. I loro requisiti devono essere comprovati dall'estratto matricolare o da una dichiarazione del comando di appartenenza.

Invece, può conseguire senza esame nei limiti dell'abilitazione militare in possesso, il personale delle forze armate, delle forze di polizia e dei Vigili del fuoco, in servizio permanente o volontari di truppa in ferma breve, abilitato al comando navale e alla condotta dei mezzi nautici da parte della marina militare. Non possono conseguire la patente senza esame coloro che non siano muniti di abilitazione rilasciata da una forza armata diversa dalla Marina, fatta eccezione per il personale militare della Guardia di Finanza in servizio permanente o volontari di truppa in ferma breve, in possesso di specializzazione al comando di unita` navale rilasciata dai comandi della Guardia di Finanza. Con circolare n. N-3 3848 del 4 luglio 2000 sono state definite le modalita` per conseguire la patente – senza esame – da parte di coloro che sono in possesso di un brevetto di abilitazione militare.

I suddetti, per ottenere la patente, devono presentare la medesima domanda e documentazione degli aspiranti all'esame.

Il personale di cui sopra, una volta in congedo, gode ancora della stessa possibilita` per cinque anni dalla cessazione del servizio, purche` in possesso dei necessari requisiti fisici, psichici e morali.

Procedure per ottenere la nuova patente per le unita` da diporto

La domanda, come indicato sopra, può essere presentata sia agli uffici provinciali della MCTC sia agli uffici marittimi quando si richiede la patente entro 12 miglia, solo agli uffici marittimi quando si richiede la patente senza limiti.

Essa deve essere preparata in duplice copia, di cui una in bollo, e corredata dal certificato medico rilasciato da un medico pubblico con funzioni in materia medico-legale, da due foto formato tessera e dall'attestato del pagamento della tassa di ammissione agli esami.

La seconda copia della domanda, datata e protocollata viene restituita al candidato e costituisce, con il documento di identita` personale, autorizzazione provvisoria per le esercitazioni pratiche in barca. Essa vale tre mesi, prorogabili per altri 3. Tra il rilascio del documento e l'esame devono passare almeno trenta giorni.

Entro il termine di validita` dell'autorizzazione il candidato deve prenotarsi per iscritto (o anche a mezzo fax) per sostenere l'esame presso l'ufficio cui ha presentato la domanda, consegnando contestualmente le ricevute di pagamento delle tasse e dei tributi previsti.

Nei 45 giorni successivi alla prenotazione egli sara` chiamato a sostenere le prove di esame. Se sara` dichiarato idoneo, la patente gli sara` consegnata al termine delle prove stesse. Chi non supera l'esame, teorico o pratico, può ripetere la prova, una sola volta, senza dover ripagare. Il candidato assente una volta può ripresentare la richiesta per sostenere l'esame una seconda volta.

Commissioni d'esame

Per evitare le lunghe attese degli scorsi anni e rispettare i termini suddetti, e` stato disposto che presso gli uffici marittimi possano operare contemporaneamente piu` commissioni di esame, formate da personale altamente qualificato.

Un'agevolazione per le scuole e` rappresentata dalla possibilita` di ottenere, su domanda e accollandosene le spese, che le commissioni d'esame possono operare anche presso le loro sedi quando i candidati siano piu` di dieci.

L'esaminatore e` unico per le patenti entro le 12 miglia; sono invece due per le patenti senza alcun limite. La commissione e` integrata da un esperto velista (tratto dall'albo della F.I.V. o della L.N.I.), nel corso della prova pratica a vela, che entro le 12 miglia e` svolta con un'unita` da diporto a vela con motore ausiliario (può essere anche un natante), riconosciuta idonea dalla commissione di esame. Per la patente motore si utilizza, per la prova pratica, un'unita` a motore.

Per la patente senza limiti la prova pratica va effettuata con un'unita` iscritta al R.I.D. e abilitata alla navigazione per la quale si richiede la patente.

Per la patente per nave da diporto, qualora non si disponga di una nave, la prova pratica può essere svolta con un'imbarcazione di lunghezza non inferiore a m 20.

Registro delle patenti nautiche

Gli uffici marittimi e quelli della MCTC annotano i dati relativi alle patenti rilasciate su un apposito registro dell'ufficio, sul quale nel tempo sono registrate le convalide e tutte le altre variazioni.

Tassa per il rilascio della patente

La tassa per il rilascio della patente per le navi e le imbarcazioni e` stata soppressa. La marca da bollo per le eventuali domande da presentare agli uffici marittimi resta di Euro 10,33.

Scuole nautiche

Per l'educazione marinaresca e la preparazione teorico-pratica per il conseguimento delle patenti sono state da tempo istituite le "scuole nautiche", che per operare devono essere munite di un'apposita autorizzazione rilasciata dalla provincia, alla quale ne spetta anche il controllo amministrativo.

Le scuole nautiche attualmente esistenti, iscritte presso la Camera di Commercio, e le autoscuole in possesso dei requisiti previsti dal D.M. 317/1995, possono richiedere tale autorizzazione alla competente provincia, purche` abbiano idonee sistemazioni logistiche, attrezzature marinaresche e strumenti nautici, nonche` insegnanti qualificati e dispongano di unita` da diporto corrispondenti ai corsi di insegnamento effettuati. Nel frattempo, in attesa della normativa provinciale, le scuole nautiche continuano a operare presso gli Uffici marittimi, con le norme attualmente in vigore. Per le nuove scuole nautiche e` necessario attendere l'emanazione del regolamento provinciale.

Bollo annuale della patente nautica

Il bollo annuale per la patente nautica e` stato abrogato dalla legge n. 488 del 23.12.1999 (Finanziaria 2000).

Aggiornamento e convalida

A similitudine di quanto avviene per le patenti di guida automobilistiche, per l'aggiornamento e la convalida delle nuove patenti e` previsto l'invio a domicilio di un talloncino autoadesivo. Fin quando non saranno disponibili i nuovi appositi modelli, le patenti nautiche continueranno a essere rinnovate con l'osservanza della precedente normativa.

Durata, convalida e sostituzione delle patenti

La patente e` soggetta a rinnovo e la sua validita` dal momento del rilascio o della convalida e` di 10 anni, ridotta però a 5 per i titolari che abbiano superato i 60 anni e anche a meno per coloro che siano affetti da infermita` fisiche o psichiche o minorazioni anatomiche o funzionali. Se la convalida viene richiesta prima o dopo la data di scadenza, la durata successiva decorre dalla data della convalida.

Costui, secondo le previsioni della legge di riforma della nautica, e` soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da Euro 207,00 a Euro 1.033,00. Chi dimentica la patente a terra e` punito con la sanzione amministrativa da Euro 50,00 a Euro 500,00, mentre condurre un’unita` da diporto senza aver mai conseguito la patente nautica, ovvero la stessa e` stata revocata o non rinnovata per mancanza dei requisiti, comporta una sanzione amministrativa che va da Euro 2.066,00 a Euro 8.263,00 nonche` la sospensione della licenza di navigazione dell’unita`, che viene annotata sul documento, per la durata di 30 giorni

Per la convalida il titolare deve presentare domanda in doppia copia, di cui una in bollo, direttamente o con raccomandata all'ufficio marittimo (Capitanerie e Uffici Circondariali marittimi) o all'Ufficio Provinciale della MCTC che ha provveduto al rilascio. Essa va corredata del certificato di idoneita` fisica (in bollo) di un medico pubblico (USL o altri) con funzioni in materia medico legale, e il richiedente deve dichiarare di possedere i necessari requisiti morali e, nel caso, l'eventuale possesso di altra abilitazione al comando di unita` da diporto, compilando a tale scopo i quadri a) b) e) ed f) dello schema di domanda che pubblichiamo nel box a parte.

È previsto che il competente ufficio provveda alla convalida della patente nautica in possesso a vista ovvero invii all'interessato, entro 30 giorni, un talloncino adesivo (da apporre sul documento) sul quale sono annotate anche le eventuali prescrizioni risultanti dal certificato di idoneita` fisica.

Cambio di residenza

Per comunicare l'eventuale cambio di residenza si segue la stessa procedura di cui sopra, comunicando con raccomandata all'ufficio che ha rilasciato la patente, la dichiarazione sostitutiva del certificato di residenza. La modifica viene registrata sul Registro delle patenti nautiche.

Patenti deteriorate o illegibili

Sono sostituite seguendo la stessa procedura della convalida, ma con l'aggiunta di due foto, di una marca da bollo da Euro 10,33, dello stampato a pagamento (nel 2004 Euro 1,44). La validita` del duplicato e` la stessa del documento sostituito, che viene ritirato e comunque annullato.

Smarrimento o distruzione della patente

Lo smarrimento, sottrazione o distruzione della patente va denunciata all'autorita` di Pubblica Sicurezza che rilascia attestazione della denuncia resa.

Il titolare, per ottenere il rilascio del duplicato, deve presentare al competente ufficio, oltre alla domanda, in duplice copia, sullo schema citato, l'attestazione della P.S., le ricevute comprovanti il pagamento del tributo previsto (Euro 1,03, causale Capo XV - Cap. 3570, da effettuare sul c.c.p. della Tesoreria Provinciale dello Stato di locale giurisdizione, utilizzando un bollettino Mod. CH quater); due foto formato tessera. Copia della domanda, restituita all'interessato, gli consente di comandare e condurre unita` da diporto, nei limiti dell'abilitazione posseduta, per la durata di 30 giorni.

Il duplicato della patente ha la validita` del documento sostituito.

Le patenti nautiche conseguite in un Paese estero (anche se comunitario) non possono essere convertite con quelle previste dalla legge italiana. Gli stranieri e gli italiani residenti all’estero possono comandare unita` da diporto di bandiera nazionale nei limiti dell’abilitazione in possesso. Tuttavia, i cittadini italiani, quando rientrano definitivamente in Italia, devono munirsi della patente nautica, non essendo piu` autorizzati al comando di unita` da diporto con un’abilitazione estera.

Nota: La legge di riforma della nautica prevede una completa revisione della normativa nel contesto comunitario e in quello degli accordi internazionali.

UNITA' da DIPORTO

La nuova legge n. 172/2003 cambiato radicalmente la fisionomia della nautica. E’ stata soppressa la distinzione delle unita` da diporto, in relazione al mezzo di propulsione. Le unita` a motore, quelle a vela, anche se con motore ausiliario e i motovelieri hanno perduto il regime giuridico che le caratterizzava. Le unita` in quest’ottica sono classificate dal costruttore e non piu` dalla legge in relazione al tipo di propulsore (vela o motore).

Secondo i principi fissati dalla novella, per unita` da diporto si intende “ogni costruzione di qualunque tipo e con qualunque mezzo di propulsione destinata alla navigazione da diporto”.

Sono quindi scafi di qualsiasi forma e dimensione (a remi, a vela, o a motore), destinati secondo la definizione di navigazione da diporto, a scopo sportivi e ricreativi dai quali esuli il fine di lucro.

In relazione alla lunghezza, misurata secondo gli standard armonizzati, le unita` da diporto sono denominate:

Nave da diporto:
unita` con scafo di lunghezza superiore ai 24 m.

Imbarcazione da diporto:
unita` con scafo di lunghezza compresa tra m. 10,00 e 24,00 m.

Natanti da diporto:

  1. unita` a remi
  2. le unita` con scafo di lunghezza pari o inferiore a 10,00 m;
  3. ogni unita` da diporto, di cui alle precedenti lett. a) e b), destinata dal proprietario alla sola navigazione interna.

Sulla formulazione giuridica delle unita` di cui alla lett. c) e` necessario soffermarsi per fare qualche riflessione. Peraltro, la situazione si e` ulteriormente intrigata con la nuova legge n. 172 del 2003 che non solo non ha fatto chiarezza in ordine alla normativa preesistente ma l’ ha addirittura complicata.
Dall’esame della norma si osserva che il precetto di cui alla lett. c) e` vuoto di contenuto. Infatti, non si comprende perche` i proprietari dei natanti a remi e quelli di unita` fino a 10 m., di cui alle lett. a) e b), debbano esprimere una specifica volonta` (perche` questa e` la sostanza delle parole “destinata dal proprietario”) per navigare nelle acque interne. Sarebbe un assurdo giuridico.

In realta` nel testo della lett. c) andava enunciato come “ogni unita` da diporto, fino a 24 metri, destinata dal proprietario alla sola navigazione nelle acque interne”. E’ stato omesso il riferimento alla lunghezza. Soltanto in tal modo si sarebbero sanate le anomalie delle unita` fino a 24 metri che navigano nelle acque interne, senza essere iscritte nei registri. Per meglio comprendere l’intera vicenda, ecco la situazione che si e` creata sui laghi successivamente al 1994. In proposito giova ricordare che l’art. 2bis della legge n. 498/1994 (tuttora vigente) prevede che “per la navigazione nelle acque interne, alle imbarcazioni si applicano le disposizioni di legge e di regolamento previsti per i natanti.” La novella, sin dall’origine, destò non poche perplessita` per la sua applicazione. Nell’intendimento del legislatore dell’epoca, si voleva evitare che le imbarcazioni abilitate, secondo il vecchio regolamento di sicurezza, alla navigazione senza limiti dalla costa dove ssero avere a bordo i mezzi di salvataggio e le dotazioni di sicurezza prescritte per tale navigazione, anche quando navigavano nelle acque interne.

Nel periodo in esame la disciplina della nautica da diporto per le acque interne, rientrava tra i compiti istituzionali della soppressa D.G. MCTC. Tale Direzione Generale, con circolare diretta agli Uffici periferici della navigazione interna, estesa successivamente agli Uffici marittimi, con un’interpretazione che, con benevolo eufemismo, possiamo definire estensiva, disponeva che le unita` da diporto fino a 24 m. rientravano nella categoria dei natanti e pertanto, qualora il proprietario ne avesse fatta richiesta, potevano essere cancellate dai Registri in cui erano iscritte.

A seguito di tale controverso parere, numerose unita`, destinate dal proprietario a navigare permanentemente nelle acque interne, furono cancellate dai R.I.D (sia degli uffici delle acque interne che di quelli marittimi) mentre le unita` di nuova costruzione sono state ammesse a navigare senza essere iscritte in alcun registro. Dal 1994 ad oggi sono alcune centinaia (ma non c’e` una statistica) le unita` che hanno ottenuto la cancellazione dai registri per effetto della citata circolare. Peraltro, la cancellazione ha avuto un’accelerazione dopo il 1° gennaio 2000, a seguito dell’entrata in vigore della legge n. 488/1999 che ha soppresso la tassa di stazionamento per i natanti.

In conclusione, la nuova legge non ha portato alcuna novita` alla situazione delle unita` fino a 24 metri che navigano nelle acque interne, rispetto alla precedente legislazione. Anzi ci sono segnali secondo i quali nel redigendo codice della navigazione da diporto le unita` di lunghezza superiore a 10 m. dovranno essere iscritte (o alla reiscritte) nei registri, con tutte le conseguenze immaginabili (titolo di proprieta`, visite di idoneita` iniziale per le unita` non-CE, tasse, bolli e quant’altro).

REQUISITI DI AMMISSIBILITA` OLTRE LE 6 MIGLIA DALLA COSTA per le unita` non-CE

Imbarcazioni e natanti
(costruiti secondo le norme tecniche di cui alla legge 50/1971)

  • Lunghezza fuori tutto maggiore o uguale a m 5

  • Lunghezza al galleggiamento maggiore o uguale a m 4,5

  • Bordo Libero maggiore o uguale a m 0,45

  • Stazza Lorda maggiore o uguale a 1 ton

  • Se lo scafo e` completamente pontato deve essere provvisto di pozzetto autovuotante

  • Se lo scafo e` parzialmente pontato, la pontatura deve essere estesa per almeno 0,25 L da prora, e lo scafo stesso deve essere provvisto di sistemazioni permanenti di galleggiabilita` e di stabilita` in allagamento

  • Per le unita` propulse a motore il comando degli organi di governo deve essere a distanza

Con impiego limitato nel Mare Mediterraneo
(Navigazione "M")

Imbarcazioni e natanti (esclusi canotti):
  • Lunghezza fuori tutto maggiore o uguale a m 5

  • Lunghezza al galleggiamento maggiore o uguale a m 4,5

  • Bordo Libero maggiore o uguale a m 0,45

  • Stazza Lorda maggiore o uguale a 1 tonn

  • Se lo scafo e` non pontato deve essere munito di sistemazioni permanenti di galleggiabilita` ed avente stabilita` in allagamento

  • Se lo scafo e` parzialmente pontato, tale pontatura deve estendersi per almeno 0,25 L da prora
Canotti pneumatici:
  • Lunghezza fuori tutto maggiore o uguale a m 5

  • Lunghezza al galleggiamento maggiore o uguale a m 4,5

  • Bordo Libero maggiore o uguale a m 0,30

  • Stazza Lorda maggiore o uguale a 0,70 ton

  • Scafo provvisto di galleggiabilita` e stabilita` in allagamento e munito di almeno 5 compartimenti stagni e indipendenti


DISTANZE DI NAVIGAZIONE E DOTAZIONI

Distanze di navigazione

Com'e` noto, fino al 16.6.1998, le unita` da diporto (natanti e imbarcazioni) venivano costruite e abilitate alla navigazione (entro sei miglia e senza alcun limite) sulla base dei criteri tecnici e la normativa di cui alla legge 50/71 e successive modificazioni. Successivamente a tale data e` entrata in vigore la Direttiva europea 94/25 CE, recepita con D.L.vo 436/96, che prevede che tali unita` per poter essere commercializzate devono possedere i requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla Direttiva e riportare la marcatura CE. Tale uniformita` di regole costruttive consente la libera commercializzazione in tutti i Paesi comunitari sia delle produzioni europee sia per quei produttori extraeuropei che richiedono e ottengono la certificazione e il marchio CE adeguandosi alla qualita` richiesta, appunto, dalla normativa comunitaria. I costruttori di unita` da diporto dei paesi terzi per commercializzare le unita` CE devono tuttavia avere un proprio rappresentante nel territorio comunitario.

L'attestazione di qualita` del prodotto può essere certificata soltanto dagli organismi notificati che sono autorizzati in ambito comunitario a garantire la rispondenza dei progetti, delle procedure produttive e dei prototipi alla Direttiva suddetta. Gli organismi attualmente riconosciuti dall'Italia sono il RINA, il DNV Modulo Uno, l'Istituto Giordano di Bellaria, l'ANCCP (Agenzia Nazionale Certificazioni Componenti e Prodotti) e l'Udicer/Nautest di Riviera del Brenta, Societa` Quality and Security di Salerno, ma i costruttori, se vogliono, possono rivolgersi anche agli organismi degli altri paesi dell'Unione Europea e viceversa. A loro volta i costruttori si impegnano a produrre le unita` in maniera conforme ai prototipi certificati e sono autorizzati ad apporvi il marchio CE.

Attenzione: le unita` non CE immatricolate prima del 16 giugno 1998 e munite della licenza di navigazione possono uscire e rientrare tranquillamente sia nei Paesi dell'U.E. sia extra-comunitari. I natanti che durante le vacanze vengono portati fuori dai Paesi comunitari, non essendo prevista per essi alcuna certificazione o documenti che li riconducano alla bandiera, rischiano di non poter rientrare perche` senza marchio CE. A tale scopo, all'uscita dall'Italia, sara` opportuno chiedere all'ufficio doganale di certificare che il mezzo nautico si porta al seguito per turismo (con accurata descrizione delle caratteristiche tecniche costruttive). Lo stesso e` consigliabile per gli accessori. Per il motore invece fa fede il certificato d'uso rilasciato dall'autorita` governativa nazionale. In pratica, tutto ciò che e` di nuova costruzione deve essere marcato CE. Tale attestato dovra` essere esibito alla frontiera, al ritorno, altrimenti il mezzo, anche se usato, verra` considerato alla stregua di una nuova importazione da certificare CE e non potra` rientrare.

Via terra il problema e` di facile soluzione, perche` si passa davanti alla dogana, ma via mare e` importante non dimenticarlo quando si lascia il porto di casa, dove si e` conosciuti e piu` facilmente possono essere risolti i problemi. Il principio della libera circolazione dei beni e` valido all'interno dell'Unione Europea, verso l'esterno, invece, con la Direttiva si e` creata di fatto una barriera che, comportando costi, ha anche il compito di scoraggiare l'importazione.

Ma torniamo alla Direttiva europea. Con essa sono state decise categorie di costruzione che rendono superflui ulteriori esami da parte degli enti tecnici gia` di classificazione. Ne consegue che l'abilitazione al tipo di navigazione e` insito nella categoria di costruzione certificata CE.

La nuova normativa comunitaria, improntata alla responsabilizzazione del conduttore dell'unita`, prevede quattro categorie di costruzione stabilite in funzione della forza del vento e dell'altezza significativa delle onde che l'unita` e` idonea ad affrontare. Rientra nella responsabilita` dello skipper utilizzare la barca nei limiti della categoria di progettazione assegnata dal costruttore.

Quindi, per tutte le unita` costruite in base alla legge 50/71 e commercializzate prima del 16.6.98, non cambia nulla. Per esse i limiti di navigazione continuano a rimanere entro 6 miglia e senza alcun limite, con l'unica deroga per quei natanti riconosciuti idonei a navigare fino a 12 miglia. Il nuovo regolamento di sicurezza prevede i mezzi di salvataggio e le dotazioni di sicurezza da tenere a bordo per le diverse fasce di navigazione, valide anche per i natanti.

Diversa, invece, e` la normativa prevista per le imbarcazioni munite di marcatura CE.

Ai fini dell'abilitazione alla navigazione non si fa piu` riferimento alla legge 50/71, ma ai requisiti essenziali di sicurezza richiesti dal D.L.vo 436/96, che classifica le unita` da diporto in quattro categorie distinte con le lettere A), B), C) e D).

Secondo la legge di riforma della nautica, le unitunita` con “marchio CE” ,(natanti e imbarcazioni), possono navigare a qualsiasi distanza dalla costa, purchè nel corso della navigazione vengano rispettati i limiti delle condizioni meteo-marine stabilite per la categoria assegnata dal costruttore. In relazione alla categoria di appartenenza le unita` della categoria A possono navigare senza alcun limite dalla costa; quelle della categoria B con vento fino a forza 8 (burrasca) e onde di altezza significativa fino a 4 m. (mare agitato); quelle della categoria C con vento fino a forza 6 (vento fresco) e onde di altezza significativa fino a 2 m. (mare molto mosso); quelle della categoria D per la navigazione nelle acque protette, con vento forza 4 (vento moderato) e onde di altezza significativa fino a 0,5 m. (mare poco mosso). Rientra nella responsabilita` del conduttore utilizzare l'unita` nei limiti della categoria di progettazione raccomandati dal costruttore e riportati nel “manuale del proprietario” che, dopo la riforma, anche i natanti non devono avere piu` a bordo. Considerato che i requisiti di sicurezza di costruzione sono commisurati alla categoria di progettazione e` prudente accertarsi prima di partire delle condizioni meteo-marine, le previsioni nelle successive 12 ore nonchè il tempo necessario per un rapido rientro in porto nei casi di emergenza o di improvviso cambiamento delle condizioni meteorologiche. Va notato che nello spirito della nuova legge anche i natanti possono navigare a qualsiasi distanza dalla costa nel rispetto delle condizioni meteo-marine stabilite per ciascuna categoria. Ma sulla questione della navigazione dei natanti fuori delle acque territoriali, e` necessario fare alcune considerazioni di diritto internazionale. Al riguardo, si sottolinea che l'allontanamento oltre le 12 miglia dalla costa costituisce una violazione ai principi del “genuine link” stabilito dalla convenzione internazionale delle Nazioni Unite, sul diritto del mare di Montego Bay del 1982, recepita dall'Italia con legge n. 689 del 1994, secondo i quali per le unita`, di qualsiasi specie e tonnellaggio, in navigazione nell'alto mare (fuori delle acque territoriali nazionali e comunitarie) deve esistere uno stretto legame tra la nave e la bandiera dello Stato di appartenenza, comprovato dai documenti di bordo. I natanti, com'e` noto, essendo unita` non iscritte nei registri non sono muniti di alcun documento che ne identifichi la nazionalita`, venendo così a mancare il requisito di collegamento con la bandiera. Non bisogna dimenticare che nell'alto mare la polizia della navigazione e` esercitata dalle navi militari dei Paesi che hanno aderito alla Convenzione le quali possono procedere, qualora ne ricorrano le circostanze, anche ad inchiesta di bandiera e al sequestro dei mezzi nautici.

Sicurezza della navigazione

Ricordiamo che le dotazioni e le attrezzature di sicurezza da tenere a bordo non sono piu` legate all'abilitazione dell'unita`, ma alla distanza dalla costa in cui si svolge la navigazione. Uno dei principi da non dimenticare e` che la sicurezza della navigazione inizia in banchina prima della partenza. Rientra nella responsabilita` del conduttore avere a bordo le dotazioni necessarie per affrontare la navigazione programmata. Nella fascia dei 300 metri dalla costa, le unita` da diporto (anche se imbarcazione) possono navigare senza dotazioni di sicurezza, poi, man mano che ci si allontana i mezzi di salvataggio e le attrezzature di sicurezza aumentano in relazione alla distanza dalla costa. Ai fini della tutela delle attivita` ricreative che si svolgono lungo le spiagge, nella fascia costiera dei 1.000 metri dalla costa la velocita` delle unita` da diporto e` limitata a 10 nodi.

Dotazioni di sicurezza per le diverse fasce di navigazione

Ecco i mezzi e le dotazioni di sicurezza da tenere a bordo, ponendo in evidenza che i remi, l’ancora, i cavi, la gaffa, il mezzo di governo ausiliario, la sassola, ecc. non sono indicati come attrezzi obbligatori ma sono tuttavia indispensabili a bordo:

Navigazione nei fiumi, torrenti e corsi d'acqua:

  1. cinture di salvataggio (una per ogni persona a bordo);
  2. un salvagente anulare con cima.

Navigazione entro 300 metri dalla costa:

    Non sono previsti mezzi di salvataggio o dotazioni di sicurezza.
    Nota: le unita` (natanti compresi) di lunghezza superiore a m 7 quando sono all’ancora devono mostrare un pallone nero avente un diametro di 60 cm.

Entro un miglio dalla costa: (un miglio corrisponde a m 1.852):

  1. cinture di salvataggio (una per ogni persona a bordo)
  2. un salvagente anulare con cima;

    Ulteriori dotazioni di sicurezza obbligatorie per le unita` senza Marcatura CE (quelle con il marchio CE sono gia` provviste e sono indicate nel manuale del proprietario):

  3. pompa o altro attrezzo di esaurimento;
  4. mezzi antincendio - estintori
    Note:
    1) I natanti devono avere a bordo solo un estintore, indipendentemente dalla potenza del motore;
    2) per le imbarcazioni il numero degli estintori .

Navigazione entro tre miglia dalla costa:

  1. cinture di salvataggio (una per ogni persona a bordo);
  2. salvagente anulare con cima;
  3. una boetta fumogena;
  4. due fuochi a mano a luce rossa; Nota: la boetta fumogena e i fuochi a mano hanno una validita` di 4 anni decorrenti dalla data di fabbricazione.
  5. fanali regolamentari
    Note:
    a) per la navigazione diurna fino a 12 miglia dalla costa i fanali possono essere sostituiti da una torcia di sicurezza a luce bianca;
    b) un'unita` a motore fino a m 7,00 e con velocita` fino a 7 nodi può mostrare un fanale bianco visibile per tutto l'orizzonte; essa deve, se possibile, mostrare inoltre i fanali laterali;
    c) in un'unita` a vela inferiore a m 20,00 i fanali regolamentari possono essere combinati in un unico fanale fissato in testa o vicino alla testa d'albero, dove possano essere visti con piu` facilita`.
  6. apparecchi di segnlazione sonora (fischietto);
    Nota: le unita` di lunghezza superiore a m 12,00 devono essere munite di fischio e campana (la campana può essere sostituita da un dispositivo sonoro portatile (tromba)).
  7. Le unita` a vela devono avere a bordo un segnale conico che va mostrato (con il vertice in basso) quando procedono contemporaneamente a vela e a motore;

    Ulteriori dotazioni di sicurezza obbligatorie solo per le unita` senza Marcatura CE (quelle con il marcho CE sono gia` provviste):

  8. pompa o altro attrezzo di esaurimento;
  9. mezzi antincendio - estintori
    Note:
    1) I natanti devono avere a bordo solo un estintore, indipendentemente dalla potenza del motore;
    2) per le imbarcazioni il numero degli estintori.

Navigazione entro sei miglia dalla costa:

  1. le dotazione di sicurezza previste per la navigazione entro 3 miglia dalla costa, nonche`:
  2. una boetta luminosa;
  3. due boette fumogene (anziche` una);
  4. due razzi a paracadute a luce rossa;
    Nota: i segnali di soccorso indicati ai numeri 3 e 4 hanno una validita` di anni 4 dalla data di fabbricazione (i segnali scaduti vanno restituiti al rivenditore).

Navigazione entro 12 miglia dalla costa:

  1. le dotazioni di sicurezza previste per la navigazione entro 3 miglia dalla costa, nonche`:
  2. apparecchio galleggiante (per tutte le persone a bordo. I vecchi "atolli" che rispondono ai requisiti di cui al D.M. 2.12.1977 sono tuttora validi);
  3. una boetta luminosa;
  4. due boette fumogene;
  5. bussola e relative tabelle di deviazione (le tabelle sono obbligatorie solo per le imbarcazioni ma non per i natanti);
    Nota: Le imbarcazioni da diporto, con o senza Marcatura CE, per navigare a distanza superiore alle sei miglia devono essere munite della tabella di deviazione vistata dall'Autorita` marittima. A tale scopo la bussola installata a bordo deve essere sottoposta a compensazione da parte di personale autorizzato dalle Capitanerie di Porto, che al termine delle operazioni (giri di bussola) rilascia la tabella delle deviazioni residue. Le tabelle non hanno una scadenza e pertanto non vanno rinnovate in occasione delle visite periodiche per il rinnovo del certificato di sicurezza. Rientra nella responsabilita` del conduttore verificare il corretto funzionamento della bussola e aggiornare i valori delle deviazioni.
  6. due razzi a paracadute a luce rossa;
    Nota: i segnali di soccorso di cui ai numeri 4 e 6 hanno una validita` di anni 4 dalla data di fabbricazione (i segnali scaduti vanno restituiti al rivenditore).
  7. apparato VHF. Con l’installazione dell’apparato deve essere richiesta la licenza di esercizio e a bordo deve essere presente un operatore munito del certificato limitato Rtf.

Navigazione entro 50 miglia dalla costa:

  1. zattera di salvataggio (per tutte le persone a bordo);
  2. cinture di salvataggio (una per ogni persona a bordo);
  3. salvagente anulare con cima;
  4. una boetta luminosa;
  5. due boette fumogene;
  6. bussola e relative tabelle di deviazione (per le tabelle vedi nota precedente);
  7. un orologio, un barometro, un binocolo;
  8. Carte nautiche della zona in cui si effettua la navigazione e strumenti di Carteggio;
    Nota: Le Carte nautiche possono essere sostituite con quelle elettroniche ma il DM 10.7.2000 che stabilisce le modalita` di impiego della Cartografia digitale prevede che, nei casi di avaria al sistema principale dell’ECS (Electronic Chart System), debba essere presente a bordo un sistema ausiliario che può essere costituito da altro sistema della stessa classe o di classe inferiore ovvero da un portafoglio di Carte nautiche in scala 1:250.000 o maggiore in relazione alla navigazione da intraprendere.
  9. tre fuochi a mano a luce rossa;
  10. tre razzi a paracadute a luce rossa;
    Nota: i segnali di soccorso di cui ai numeri 5, 9 e 10 hanno una validita` di anni 4 dalla data di fabbricazione (i segnali scaduti vanno restituiti al rivenditore).
  11. cassetta di pronto soccorso(Tabella D - Decreto Ministero Sanita` n. 279 del 1988);
  12. fanali regolamentari;
    Note:
    a) per la navigazione diurna fino a 12 miglia dalla costa possono essere sostituiti da una torcia di sicurezza a luce bianca;
    b) un'unita` a motore fino a m 7,00 e con velocita` fino a 7 nodi può mostrare un fanale bianco visibile per tutto l'orizzonte; essa deve, se possibile, mostrare inoltre i fanali laterali;
    d) in un'unita` a vela inferiore a m 20,00 i fanali regolamentari possono essere combinati in un unico fanale fissato in testa o vicino alla testa d'albero dove posano essere visti con piu` facilita`.
  13. apparecchi di segnalazione sonora (fischietto);
    Nota: le unita` di lunghezza superiore a m 12,00 devono essere munite di fischio e campana (la campana può essere sostituita da un dispositivo sonoro portatile (tromba).
  14. strumento di radioposizionamento (Loran, GPS, ecc.);
  15. apparato Vhf. Con l’installazione dell’apparato deve essere richiesta la licenza di esercizio e a bordo deve essere presente un operatore munito del certificato limitato Rtf.;
  16. riflettore radar;
  17. le unita` a vela devono avere a bordo un segnale conico che va mostrato (con il vertice in basso) quanto procedono contemporaneamente a vela e a motore.

    Le seguenti ulteriori dotazioni di sicurezza sono obbligatorie solo per le unita` senza Marcatura CE (quelle con il marchio CE sono gia` provviste):

  18. pompa o altro attrezzo di esaurimento;
  19. mezzi antincendio - estintori
    il numero degli estintori.

Navigazione senza alcun limite:

  1. I mezzi e le dotazioni di sicurezza previste per la navigazione entro 50 miglia dalla costa, nonche`:
  2. tre boette fumogene;
  3. quattro fuochi a mano a luce rossa;
  4. quattro razzi a paracadute a luce rossa;
  5. E.P.I.R.B. (Emergency Position Indicating Radio Beacon). Non sono previste caratteristiche regolamentari. Esistono due tipi: classe A con frequenza di 406 MHz e classe B (mini) con frequenza di 243 MHz ed entrambi con un segnale faro sulla frequenza di 121,5 MHz.

Requisiti dei mezzi di salvataggio e delle dotazioni di sicurezza

I mezzi di salvataggio individuali e collettivi e le dotazioni di sicurezza devono rispondere ai requisiti previsti dalle seguenti disposizioni:
  1. zattere di salvataggio:conformi al D.M. 12.8.2002 n. 219. Nota: devono essere sottoposte a revisione ogni 2 anni presso stazioni autorizzate dal fabbricante.
  2. apparecchi galleggianti (gonfiabili): conformi al D.M. 29.9.1999 n. 412; Nota: devono essere controllate ogni 4 anni presso stazioni di revisione del fabbricante o dallo stesso autorizzate.
  3. salvagenti anulari o a ferro di cavallo: conformi al D.M. 29.9.1999, n. 385;
  4. cinture di salvataggio: conformi al D.M. 10 maggio 1996 (quelle che riportano il marchio CE);
  5. riflettori radar: conformi al D.M. 29.9.1999, n. 386;
  6. segnali di soccorso: conformi al D.M. 29.9.1999, n. 387 (per i razzi, i fuochi a mano e i segnali fumogeni la validita` e` di 4 anni dalla data di fabbricazione);
  7. bussole magnetiche: conformi al D.M. 29.9.1999, n. 388(per le tabelle di deviazione vedi sezione certificato di sicurezza e nota relativa alla navigazione entro 12 miglia).
Secondo le previsioni del regolamento di sicurezza sulla navigazione da diporto, sono riconosciuti inoltre validi i mezzi di salvataggio (individuali e collettivi) e le dotazioni di sicurezza previsti dalla normativa dell’Unione Europea e dalle Convenzioni internazionali. Pertanto le cinture di salvataggio e gli altri mezzi e attrezzature di sicurezza stabiliti dalla “Convenzione Solas 74 come emendata” per le navi commerciali, possono essere impiegati a bordo anche delle unita` da diporto. I mezzi e le attrezzature di sicurezza, fatta eccezione delle nuove zattere di salvataggio, sulle quali e` indicato il “nome o numero identificativo dell’unita`” possono ruotare da un mezzo nautico all’altro poiche` non esiste alcuna norma che preveda la marcatura delle stesse con riferimento all’unita`.

Sono altresì ritenuti validi i mezzi di salvataggio e le dotazioni di sicurezza previsti dalle precedenti disposizioni, esistenti a bordo alla data di entrata in vigore del nuovo regolamento (avvenuto il 1° gennaio 2000) e la loro sostituzione e` obbligatoria solo in caso di deterioramento, cattivo funzionamento o per scadenza nella validita` e ove previsto l'obbligo di provvedere alla revisione periodica.

Certificato di sicurezza

Il certificato di sicurezza e` rilasciato, contestualmente alla licenza di navigazione, all'atto della prima immatricolazione nei registri dal competente dall'ufficio. Con la riforma della nautica i registri delle imbarcazioni da diporto sono tenuti dalle Capitanerei di Porto, dagli Uffici Circondariali Marittimi nonch&eacuta; dagli Uffici Provinciali (ex MTCT) autorizzati dal Ministro. Gli Uffici Locali Marittimi e le Delegazioni di Spiaggia non sono piu` autorizzati a tenere i registri. Il nuovo regolamento di sicurezza non ha modificato la validita` del certificato di sicurezza. Per le unita` nuove appartenenti alle categorie C e D marcate CE e per quelle costruite in base alla legge 50/1971 abilitate alla navigazione fino a 6 miglia dalla costa, il certificato di sicurezza ha una validita` di 10 anni. Per le unita` con marcatura CE, delle categorie A e B e per quelle costruite con i criteri della legge 50/1971 la validita` del certificato e` invece di otto anni. Per entrambe le tipologie di unita` le visite periodiche devono essere effettuate ogni 5 anni.

TABELLA RIEPILOGATIVA DELLE DOTAZIONI


Mezzi di salvataggio e dotazioni di sicurezza minime da tenere a bordo delle imbarcazioni e natanti da diporto in relazione alla distanza dalla costa o dalla riva

A) Dotazioni di sicurezza per le unita` da diporto (con o senza marcatura CE)
Zattera di salvataggio (per tutte le persone a bordo)            
Apparecchi galleggianti (per tutte le persone a bordo)              
Cinture di salvataggio (una per ogni persona a bordo)  
Salvagente anulare con cima  
Boetta luminosa        
Boetta fumogena      
Bussola e tabelle di deviazione (a)          
Orologio            
Barometro            
Binocolo            
Carte nautiche della zona in cui si effettua la navigazione            
Strumenti da Carteggio            
Fuochi a mano a luce rossa      
Razzi a paracadute a luce rossa        
Cassetta di pronto soccorso (b)            
Fanali regolamentari (c)      
Apparecchi di segnalazione sonora (d)      
Strumento di radioposizionamento (Loran, GPS)            
Apparato VHF          
Riflettore radar            
EPIRB (Emergency Position Indicating Radio Beacon)              


B) Ulteriori dotazioni di sicurezza per le unita` senza marcatura CE
Pompa o altro mezzo di esaurimento    
Mezzi antincendio - Estintori (e)    

    Note:

  1. Le tabelle di deviazione sono obbligatorie solo per le imbarcazioni da diporto

  2. Secondo la tabella D allegata al Decreto del Ministero della Sanita` n. 279 del 28 maggio 1988

  3. Nel caso di navigazione diurna fino a dodici miglia dalla costa i fanali regolamentari possono essere sostituiti da una torcia di sicurezza a luce bianca

  4. Per le unita` aventi una lunghezza superiore a metri 12 e` obbligatorio anche il fischio e la campana (la campana può essere sostituita da un dispositivo sonoro portatile)

  5. I natanti indipendentemente dalla categoria del motore, devono vere a bordo solo un estintore. Per le imbarcazioni il numero degli estintori e la capacita` estinguente sono stabiliti alla lettera A) della tabella annessa al D.M 232/1994
CINTURE E GIUBBOTTI DI SALVATAGGIO

Com'e` noto, dal 1° gennaio '96, tutte le cinture di salvataggio con la dicitura "Tipo conforme al D.M. 2.l2.1977" sono state dichiarate non valide. Con Decreto del Ministero dei Trasporti e della Navigazione 10 maggio '96 (pubblicato sulla G.U. n.109 dell'11.5.96), sono utilizzabili come dotazioni di bordo soltanto:

  • le cinture di "tipo approvato" dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione (ovvero da uno degli Stati membri della C.E.E., conformi alla Convenzione di Londra 1974, non emendata e come emendata dalla SOLAS 74/83);

  • le cinture di salvataggio e gli aiuti al galleggiamento con marcatura CE.

Queste ultime devono essere del tipo a giubbotto o a stola, adatte alla taglia dell'utilizzatore. In particolare:

  • sono consentiti a bordo giubbotti CE nei tre modelli 100 (EN 395), 150 (EN 396), 275 (EN 399);

  • per le persone che svolgono attivita` sportive o ricreative, per le quali e` obbligatorio indossare permanentemente una cintura di salvataggio, oltre ai modelli di cui alla lettera a), e` consentito anche il modello 50 (EN 393).

Considerato che le caratteristiche di impiego delle unita` da diporto comportano rotazioni continue di ospiti di taglie diverse e che il ristretto numero delle persone trasportabili rende impossibile un'accettabile dotazione di cinture di salvataggio a percentuali di taglie, sono consentite anche cinture del tipo a stola purche` non inferiori a 100 N per gli adulti e non superiore a 60 N per i bambini e i ragazzi. Per i modelli gonfiabili di cinture di salvataggio e di aiuti al galleggiamento non sono ammessi sistemi di gonfiaggio manuali e/o orale. Le cinture di salvataggio CE devono essere provviste di strisce retroriflettenti.

CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO

La tabella D, attualmente vigente, del decreto 25/5/88, prevede per le sole imbarcazioni che navigano a distanza superiore alle 12 miglia dalla costa - che non abbiano equipaggio personale marittimo arruolato - di tenere a bordo una cassetta di pronto soccorso costituita da un contenitore in materiale rigido, a chiusura stagna, facilmente asportabile e galleggiante, contenente quanto segue:

Medicinali per uso esterno:

  • disinfettante a base di ammonio quaternario (flacone da 250 cc.);
  • ammoniaca (1 flacone di vetro scuro):
  • n. 5 rotoli di bende di varie misure;
  • cerotto adesivo (1 confezione);
  • cerotto medicato (1 confezione);
  • cotone idrofilo (1 confezione da 250 g);
  • 1 forbice;
  • garza idrofila compressa (1 confezione di varie misure);
  • garza vaselinata compressa (1 confezione);
  • 1 laccio emostatico;
  • 1 stecca per fratture.
N.B. controllare la scadenza sulle confezioni per non incorrere in un verbale di multa. Per le unita` con equipaggio a bordo il materiale indicato va integrato dal seguente (come da tabella A annessa al decreto n. 279 del 25.5.1988).

Analgesici – Antipiretici – Antireumatici:

  • A base di acido acetilsalicilico: compresse da 500 mg gastroresistenti, n. 20;
  • A base di derivati pirazolinici: compresse n. 10, gocce, flaconi n. 1;

Analgesici – Antispastici:

  • Discoidi 10 mg: n. 20;
  • Fiale: n. 3;

Antiemorragici:

  • A base di acido tranexanico: fiale da 5 ml;
Antistaminici – Antiallergici – Antishock:
  • A base di desclorfeniramina maleato: compresse 2 mg n. 30;
  • A base di metilprednisolone: fiale da 20 mg n.1 scatola;
Collirio a base di ossibuprocaina: flacone con contagocce da 20 ml n.1;
Gocce antiodontalgiche (mal di denti): flacone o fialette, n.1;
Unguento:
  • A base di prometazina: cremao pomata 2% tubetti, n.1;
  • Contro le ustioni: spray da 100 g. flacone o tubetti pomata da 30 g;
Disinfettanti liquidi per uso esterno:
  • Acqua ossigenata a 12 volumi: g.100;
  • Tintura di iodio: g. 50;
Bende di mussola idrofila: confezioni di varie misure n. 2;
Manuale di pronto soccorso;
Pacchetti sterili di medicazione di varie misure: n. 2;
Siringhe monouso: da cc. 5 (n. 2) e da cc. 10 (n. 2);
Termometro clinico.

CARATTERISTICHE DEGLI ESTINTORI

A) Natanti: per la navigazione da entro un miglio a 12 miglia dalla costa
Potenza totale installata (KW) Capacita` estinguente portatile
fino a 18,4 1 da 13 B
da oltre 18,4 a 147 1 da 21 B
oltre 147 1 da 34 B
B) Imbarcazioni: per la navigazione da entro un miglio a senza alcun limite
Potenza totale installata (KW) In plancia o posto guida In prossimita` dell'apparato motore In ciascuno degli altri locali o gruppi di locali adiacenti
fino a 18,4      
da oltre 18,4 a 74 1 da 13 B 1 da 13 B 1 da 13 B
da oltre 74 a 147 1 da 13 B 1 da 21 B 1 da 13 B
da oltre 147 a 294 1 da 13 B 2 da 13 B 1 da 13 B
da oltre 294 a 368 1 da 13 B 1 da 21 B e 1 da 13 B 1 da 13 B
oltre 368 1 da 13 B 1 da 34 B e 1 da 21 B
2 da 34 B
1 da 13 B
Per locali o vani dell'apparato motore provvisti di impianto fisso antincendio gli estintori debbono avere le seguenti caratteristiche:
fino a 294 1 da 13 B  
oltre 294 1 da 21 B  

Note

Nelle tabelle, il numero che precede la lettera B indica la capacita` estinguente dell'estintore. A un numero piu` alto corrisponde una maggiore capacita` estinguente. La capacita` indicata nelle tabelle e` la minima richiesta. La lettera B indica invece la designazione della classe di fuoco che l'estintore e` idoneo a spegnere. Sulle unita` da diporto possono essere sistemati anche estintori appartenenti alle classi di fuoco A o C, purchè omologati anche per la classe di fuoco B. La verifica periodica degli estintori non e` richiesta. Il controllo consiste nell'accertamento del buono stato di conservazione e l'indicatore di pressione, quando esiste, deve essere nella posizione di carico (zona verde).

Classificazione dei fuochi secondo la normativa CEN – Comitato Europeo Normative

Classe Fuochi derivanti da:
A Materiali combustibili: legno, tessuti, cotone, lana, Cartone, ecc.
B Liquidi infiammabili: benzine, olii, nafta, kerosene, ecc.
C Getti di gas infiammabili: propano, butano, metano, gas naturale, ecc.
D Materiali combustibili: polveri di alluminio, di sodio metallico, potassio, ecc.
E Apparecchi elettrici sotto tensione: quadri, motori, trasformatori, ecc.

BANDIERA, SIGLA E NUMERO D'ISCRIZIONE

Sono numerose le multe elevate per la mancata esposizione della bandiera: non e` obbligatorio esporla sui natanti, ma solo sulle unita` iscritte, in funzione delle possibilita` offerte dalle sovrastrutture, insomma dov'e` piu` logico, visibile e possibile.

Sigla e numero d'iscrizione
Numeri e lettere devono essere alti almeno 20 cm o piu`, con larghezza proporzionale, ed applicati sulla dritta della prora e sulla sinistra della poppa.

AGGIORNAMENTO SUL VHF

Con la legge di riforma della nautica e` stata fatta finalmente chiarezza in ordine alle modalita` per l'installazione e l'uso degli apparati Vhf a bordo delle imbarcazioni, senza piu` distinzione tra apparati fissi e portatili, delle navi e anche (ecco la novita`) per i natanti da diporto. In particolare e` stata definitiva la procedura per il rilascio della licenza di esercizio Rtf (provvisoria e definitiva), l'uso degli apparati per la corrispondenza pubblica (con affidamento della gestione alle concessionarie Telecom o Telemar) o per i soli casi di emergenza e soccorso, con assunzione della responsabilita` del funzionamento degli apparati. Sono state stabilite le modalita` per il passaggio dall'una all'altra forma di impiego con la precisazione che la licenza e` valida, indipendentemente dall'uso e la medesima va cambiata soltanto nel caso di sostituzione dell'apparato (o nel caso di installazione di uno aggiuntivo) e infine che tutti gli apparati ricetrasmittenti installati a bordo delle unita` da diporto, muniti della dichiarazione di conformita` alla normativa vigente, non sono soggetti nè a collaudo ne` a ispezione.

Ai possessori di natanti che intendono installare un apparato Vhf a bordo (fisso o portatile) la licenza di esercizio e` rilasciata direttamente dall'Ispettorato Regionale delle Comunicazioni, del luogo di residenza del richiedente. Il medesimo Ispettorato provvede anche ad assegnare un nominativo di chiamata valido indipendentemente dal natante in cui l'apparato viene installato. In sintesi e` stata istituita una licenza Rtf personalizzata che, contrariamente alle imbarcazioni, non ha alcun collegamento con l'unita`. Anche gli apparati di queste unita` possono essere utilizzati per la corrispondenza pubblica ovvero soltanto per i casi di emergenza e soccorso.

Per ottenere la licenza Rtf per le navi e le imbarcazioni da diporto, la domanda, corredata dalla dichiarazione di conformita` va intestata all'Ispettorato Regionale delle comunicazioni competente per territorio e presentata all'Ufficio di iscrizione dell'unita` che provvede all'assegnazione del nominativo internazionale, al rilascio della licenza Rtf provvisoria e a trasmettere la documentazione all'Ispettorato stesso, ai fini del rilascio della licenza definitiva. Da notare che la licenza provvisoria non ha un limite temporale ma e` valida fino alla consegna di quella definitiva. La licenza (con le caratteristiche tecniche del Vhf) e` riferita all'apparato installato a bordo sia che venga impiegato per il traffico di corrispondenza sia ai soli fini della sicurezza della navigazione.

Nel caso di smarrimento o distruzione, il duplicato della licenza Rtf va richiesto all'Ispettorato Regionale che ha rilasciato il documento originale.

Per l'uso dell'apparato, deve essere sempre presente a bordo un persona munita del certificato Rtf. Il documento si consegue senza esame presentando la domanda (in bollo) al competente Ispettorato Regionale delle Comunicazioni, redatta su modulo pre-determinato, allegando due fotografie, di cui una autenticata, l'attestazione di pagamento di Euro 0,52 e una marca da bollo.

Note: Il telefonino a bordo non e` vietato, ma non sostituisce l'apparato Vhf quando obbligatorio.

Uso dell'apparato VHF ai soli fini della sicurezza della navigazione

Chi vuole disdire il contratto di utenza della sua imbarcazione o natante con le societa` concessionarie per usare l'apparato a soli fini di sicurezza, può farlo, però rispettando i tempi previsti dal contratto stesso. Essendo la durata annuale, la disdetta deve pervenire almeno entro il 30 ottobre di ciascun anno con raccomandata A/R. Ciò fatto, e` necessario presentare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio al competente Ispettorato Territoriale Regionale del Ministero delle Comunicazioni per certificare che non si intende piu` effettuare traffico radiotelefonico, ma si limita l'uso del VHF ai soli fini della sicurezza. In tal caso, conservano la loro validita` tutte le certificazioni a suo tempo rilasciate dalla concessionaria per conto del Ministero delle Comunicazioni, compreso il nominativo internazionale assegnato dalle Capitanerie di porto.